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venerdì 17 febbraio 2012

Rece KERRANG! (Magazine)

 Kerrang! E' una delle migliori riviste di musica in circolazione.
Tralasciando il fatto che è in lingua inglese, è completa, piena d'informazioni e assolutamente ben fatta!
I soldi che spendete li vale tutti.
Ci sono posters, news, concorsi, recensioni di live, interviste, album e sopratutto (cosa non indifferente) le pubblicità riguardano quasi solamente prodotti musicali o che interesserebbero ad un musicista.
E' caotica ma leggibile, tratta un pò tutto il panorama musicale "rock".
Questo è un ottimo lavoro e un'ottima fonte di informazioni. Se la trovate e conoscete l'inglese vi consciglio di prenderla senza pensarci su!

mercoledì 15 febbraio 2012

La Sottile Linea Bianca

Lemmy & Janiss Garza (Autobiografia) - BCD Editore


Le autobiografie dei musicisti sono quanto di più affascinante ci sia in giro.
Non tanto per le loro vite fatte di aneddoti o per il loro punto di vista su tanti argomenti, tra l'altro il baffo qui sopra ha una mentalità molto distante da molte altre rock star, quanto perchè ti permettono di vedere il mondo della musica dalla parte di chi ne ha fatto parte.
Il cantante e bassista dei Motörhead suona da tanto di quel tempo che la sua esperienza, tra contatti con altri gruppi e esibizioni dal vivo, è paragonabile a quelle di artisti alla Iggy Pop o alla David Bowie.
Nonostante gli eccessi legati al divertimento emerge il ritratto di un uomo che crede nei valori della tolleranza, della spiritualità e dell'istruzione.
Non è così scontato, dato che la gente si aspetta sempre che una stella del rock sia grezza, ignorante e antireligiosa.
Non che Lemmy sia uno che va in chiesa tutte le domeniche (vedi le redenzioni dei vari Alice Cooper et simili) ma sicuramente è un pozzo infinito di conoscenza del mondo della musica.
Voglio dire, la cultura musicale (sopratutto se si entra nel punk, rock e metal) è da sempre svalutata.
Invece l'impatto che ha è micidiale e a lungo raggio (nonostante alcuni aspetti elitari del metal, la maggior parte dei gruppi a Ferrara suona heavy metal o altri sottogeneri per esempio!) e soprattutto è una musica che va dritta al punto.
Propio come Lemmy. Non ci gira attorno, racconta le cose per come le ha vissute e, che ci crediate o no, penso che un pò di sana ed ingenua voglia di suonare e divertirsi sia quello che manca al giorno d'oggi.
Sono tutti presi dai loro problemi da dimenticare quanto sia importante lavorare di fantasia e prendere la vita per quello che è.
Che il mondo della musica sia precario tanto (forse di più) di quello del lavoro è risaputo, ma la verità di fondo è che ci sono persone che sono capaci di affrontare lo studio, altre capaci di affrontare lavori massacranti ed altre capaci di comporre musica o scrivere o lavorare di fantasia...
Forse è il concetto che la gente fa più fatica a mandare giù perchè ha paura di ammettere che fare musica equivalga a lavorare in un ufficio o a costruire una casa; e sopratutto, magari, ha pure invidia per chi ci riesce...
Ecco, questo libro racconta la storia di un uomo che ha consacrato la sua vita alla musica che ama e che, in un modo o nell'altro, c'è riuscito.

martedì 15 marzo 2011

New York Dolls

Concerto: New York Dolls + STP
Exstragon, Bologna

14 Ottobre 2006


Girando a caccia di cd, tra il 2005 e il 2006, mi imbatto casualmente in un best of delle New York Dolls.


Tentato dal titolo "Rock n'roll" e dall'immagine in copertina, decido di provare... nel corso degli anni scopro come Sex Pistols, Ramones, Iggy Pop, Motorhead e innumerevoli altre band sono coinvolte più o meno indirettamente con loro... insomma stiamo parlando di un gruppo che ha fatto la storia del rock!


Quando poi, nell'estate 2006 ho scoperto che non solo erano tornate in circolazione (dal 2004) ma che avevano una data a Bologna ho deciso che non potevo perdermeli!


Anni dopo questo spettacolo ho scoperto che Dee Dee Ramone li aveva descritti come una delle band più grandi di sempre e che negli anni '70 a New York sembrava scoppiata la Beatles Mania con le New York Dolls... non posso che essere daccordo!


Ma andiamo con ordine.


Arrivo prima dell'apertura dei cancelli e un gruppo di ragazzi più grandi mi invita a festeggiare con loro nel parcheggio... già qui la serata promette bene.


Sono riuscito ad entrare fra i primi e dentro trovo altri glamster che conosco. Partono gli STP, buona musica ma purtroppo per loro le persone sono lì per ascoltare le Dolls.


Infatti entrano trionfali sul palco. David, il cantante, con sigaretta in bocca e lattina di coca in mano e Syl. Sì, perchè nel corso degli anni gli altri membri ci sono rimasti... peccato ma lo show deve continuare, no? E allora ecco che ci sono al posto di Thunders, Nolan e Artur i nuovi componenti della band. E via, canzone dopo canzone, snocciolano i pezzi migliori del repertorio compreso il loro ultimo cd (in quel momento "One Day It Will Please Us To Remember Even This") e il pubblico che conosce le canzoni a memoria urla, fa il verso della scimmia in Dance Like A Monkey, si scalda (ero spiaccicato contro la transenna, ad un certo punto mi giro per la prima volta da quando sono entrato e c'è una calca pazzesca... un mega cartello dice che è vietato fumare... in molti se ne fregano a partire dai musicisti sul palco: è rock n'roll, non un raduno di salutisti!).


C'è il tempo perfino per una cover di Janis Joplin!


F-A-N-T-A-S-T-I-C-I.


Poi se ne vanno. Noi No. Noi continuiamo a chiamarli e a gridare, finche non rientrano in scena e fanno altri due pezzi. Poi se ne vanno ringraziandoci, la felicità nei loro occhi è impagabile!


A questo punto, direte voi, la serata è finita. Invece no! Nonostante a mezzanotte dovesse partire un dj rock gratuito noi non ci volevamo muovere e da fuori volevano entrare! Tant'è che è scoppiata una rissa all'ingresso (io non mi sono accorto di niente, me lo hanno raccontato poi: ero troppo preso a chiamare le Dolls per un altro bis!!!).


Nonostante la loro età hanno tenuto quello che per me sarà sempre il miglior spettacolo di rock dal vivo che io abbia mai visto! E non posso far altro che ringraziare di non essermi perso del tutto questa pagina della storia del rock n'roll!


Voto: 5/5


E di più.


Grazie New York Dolls! Grazie di cuore... When I say I'm in love, you best believe I'm in love, L-U-V

mercoledì 9 febbraio 2011

IL PANE DEI NOSTRI DENTI

Bologna. 28/01/11 Ore 22:30. Matteo Toni + Il Pan del Diavolo Covo. Me lo immaginavo un po’ come una cantina. Magari un sottoscala. Invece, seguendo un’orda di Indie assatanati, siamo arrivati in un posto fantastico. Pareti azzurre, stanze concatenate, come in un labirinto faunesco. Dove si è esibito un gruppo diverso. Davvero diverso. Rockabilly. Macchè mai. Roba contro cui neppure i vinili vecchi e consunti di cinquant’anni fa di mio padre possono competere. Perché questa è innovazione. Due chittare. Alessandro e Gianluca. Alessandro tiene il ritmo e gioca con la voce. Ritmo e grancassa. Ti chiedi dove stia la batteria, ma vedi che è tutto già risolto. Il ritmo sta nella grancassa, nella voce (e purtroppo l’acustica non era delle migliori). Grancassa a sonagli dal sapore folkloristico. Come fatto in casa, ma non altrettanto semplice. Le due chitarre si incastrano alla perfezione. Gianluca la cambia più volte, forse per mano gli è slittata pure una dodici corde. Ma non ricordo. Il pogo era troppo peso e sparpagliava troppo la gente per vedere bene cose succedeva sul palco. Quello che ho decretato -come ogni volta- l’uomo della mia vita per una sera, ha generato con la sua musica un turbine di ragazzi furentemente allegri. Tutti ragazzi, poche ragazze da queste parti. Tanti Indie chiusi nel covo, gente in giacca amaranto, capelli sparati al vento, ragazze in tacchi alti e tirate come neanche alla prima di Lanvin. Maledette snob! Infatti nel pogo loro non c'erano. A godersi il gruppo che distava pochi scalini. Nessuna transenna solo contatto diretto e forte. Gente che crollava su questa scaletta maledetta. Gente sudata e convinta. Gianluca appassionato, forte. Trasmette amore per quello che fa. Basette & Rock vintage. Per beccarmi questo show mi sono fatta l’ennesima tessera per un locale.Ne è valsa il portafoglio! Momenti corali, gente venuta da ogni dove. Autoaffermazione: “Io hoooo!” . Durante “pertanto” ho ringraziato di non pensare alle teste di cavallo del videoclip (mamma mia che spaventevoli). Improvvisazione, quasi jam. Gianluca da al pubblico un solo bis, sudatissimo e importante. Tanto scappare non potevano, sarebbero scesi dal palco e il pubblico li avrebbe divorati per averne ancora. Il tutto aperto da Matteo Toni. Suggestioni di Moltheni, poesia dolce e disincantata. Voce libera e pulita. A seguire un demo che mixava Celentano e uno statement sul rock. E poi loro, il delirio e la voce del rock d’antan. Concerto non lunghissimo, ma più che godibile. Canzoni da: “Sono all’osso”. “Università” che rivolta ad una folla di studenti era perfettamente coerente. Il mostro del “Centauro” . Eddai con questi cavalli. L’intrascrivibile “U-hi-ah-ah”. E tantissime altre mentre il mio cardigan salvafreddo è finito in un’alta pila di vestiti importabili, nel delirio collettivo. Stacca tutto dopo il bis. Ci avviamo a vedere se si può cuccare nel locale. Ovviamente sì, ma solo ragazzi non appetibili. E pure un po’ molesti. Ragazze indie si fanno foto nel bagno. Magari si facessero e basta… almeno non sarebbero in mezzo alle scatole ad impedire il passaggio! Poi andiamo dal banco del merchandise, dove ci aspetta Matteo Toni. Proviamo a mendicare qualche spilla gratis, consci di aver speso tutti i nostri averi al ristorante cinese e alla cicchetteria prima. E ci ritroviamo addirittura in mano due poster gratuiti e autografati da Alessandro e Gianluca in persona! Strette di mano e tanta gentilezza. Ci dicono che prossimamente avranno altre date nel ferrarese. Forse nella bassa. Non si ricordano, ma sicuramente io ci darò una occhiata bella e buona, lì attenderò là! Venite di persona e provate a capire se sanno cosa combina anche Giorgio Canali. Quest’ ultimo è talmente Divo che è coperto dal mistero pure da quelli della sua “tempestosa” etichetta. Grazie e arrivederci. Articolo Di DARLING!